leggetevi con calma e senso critico questo bell'articolo del Sunday Times Argomento: la politica sessista del nostro caro premier. Ovviamente, si parla anche dei processi a suo carico, favori vari, collusioni, intercettazioni ecc ecc... e il povero cronista si chiede come mai tutto questo non interessa all'opinione pubblica italiana.... mah, chi lo sa perchè!?! Forse perchè siamo un paese di paesani bigotti caproni del cazzo, che credono solo alle minchiate sparate dai Vespa, dai Riotta o da quella cretina della Ventura. Siamo dei provincialotti che si eccitano guardando la Talpa o se il Superenalotto che arriva a 80 milioni di euro. O ci scandalizziamo solo davanti ad un Erba o ad un Cogne. Siamo dei codardi fifoni mangia pizza che si tappano occhi, orecchie, naso e bocca per paura di vedere, sentire, annusare e assaporare la verità! Crediamo che la cronaca di denuncia sia quella fatta dalle Iene e da Striscia, quando quei due programmi sono messi li apposta da qualcuno per farci vedere che in Italia c'è qualcuno che fa "denuncia"! Ma denuncia cosa? Sono ben altre le denuncie e le inchieste da portare avanti! E si vavanti! nella nostra piccola isola felice di paesanotti del cazzo! come si suol dire: finché ce né viva il re! ...Quando non ce ne sarà più allora staremo a piangerci addosso come delle fighette di merda. Il vero problema di questo paese è che OGGI NE ABBIAMO ANCORA TANTA! di cosa? di figa ovviamente. Silvio docet.
avete visto il servizio di Report sulla discarica di Malagrotta di Domenica scorsa? no? male, molto male. Ma qualcuno l'ha visto, ad esempio questa signora che scrive:
"Ciao Beppe, sono una mamma di 2 bimbi di due e sei anni. Io ne ho 37 è ho un angoscia terribile. Ieri sera guardavo la trasmissione in prima serata su RAI tre, Report, che parlava della DISCARICA DI ROMA MALAGROTTA, del gasificatore che non sarà mai pronto, e quando lo sarà genererà solo tumori, della "deficienza" Italiana sulla gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, dell'inquinamento delle falde acquifere, dell'aria e... mio figlio di sei anni era sveglio (era nel mio lettone ma pensavo dormisse sennò avrei cambiato canale). Ha sentito tutto e ha pianto... e con le lacrime agli occhi mi ha detto "mamma, che inquinamento... che casino questo pianeta... ma davvero moriremo tutti avvelenati? mamma andiamo a vivere in montagna che il mare ci affogherà tutti... mamma ma io crescerò? Morirò presto di tumore? E io non ho saputo confortarlo lì per lì... poi ho mentito e gli ho detto che degli scienziati stanno studiando come RIPULIRE il MONDO e che quando lui sarà grande, sarà tutto migliore. Crescerà e diventerà papà. Sto perdendo la speranza, mi sento male non riesco a guardare i miei figli negli occhi senza pensare a loro NON FUTURO. Possibile che dobbiamo assistere a questo declino restando solo fermi a guardare? Devo davvero vendere e comprare casa in montagna? Cosa posso dire ai miei figli quando mi fanno queste domande? Beppe, mi viene solo da piangere e mi domando se io sono cosi angosciata nel 2008 loro come staranno?"
Da Bresciaoggi le parole del vicesindaco leghista Fabio Rolfi: «La diffusione incontrollata delle gastronomie etniche è un problema urgente, sentito e grave. La loro presenza è esplosa non solo nelle zone a più alto tasso d’immigrazione - Stazione, via Milano e Carmine - ma in tutta la città. I kebab sono luoghi di incontro e di aggregazione problematica, dove si spaccia, c’è degrado e anche immigrazione clandestina» news
"il trasporto a mani di beni destinati alla messa in commercio in grandi sacchi di plastica, borsoni (o in altri analoghi contenitori) nel comune di Brescia da parte di chi non dimostri che detto trasporto avvenga nell’esercizio legittimo di attività commerciale". Il trasporto di merce, "se accompagnato con la sosta prolungata nello stesso luogo o in aree limitrofe, deve essere considerato come atto direttamente e immediatamente finalizzato alla vendita su area pubblica in forma itinerante e in quanto facenti parte sostanziale dell’atto di vendita, rientrante nella fattispecie prevista e sanzionata dalla legge"
Quindi, se sei nero, pardon ABBRONZATO, e ti porti dietro un borsone, ti arrestano. Se invece sei bianco o POCO ABBRONZATO non ti arrestano...
Infine vi ricordo che, sempre a Brescia, c'è il divieto di contrattare prestazioni sessuali nelle pubbliche vie...
Quindi, cari maschietti, se dovete provarci con una tipa fatelo in un locale o a casa vostra, magari su facebook finché c'è permesso di usarlo (vedi legge Levi/Prodi) ma non in piazza o per strada perchè c'è il rischio di una multa fino a 576 euro e la scusa:"chiedevo indicazioni stradali" non vale più!!!!!!
Peggio ancora se vi sgamano in auto, in luoghi pubblici (le strade della maddalena sono ancora luoghi pubblici...) a fare ciò che avete precedentemente "contrattato" con una dolce donzella... in questo caso non so quanto sia la multa, ma nel 2008 è ancora reato!
Se proprio vi va di violare la legge, non so, spacciate, uccidete un parente, violate leggi comunitarie, fondate un'azienda e date fuoco a una dozzina di dipendenti, versate cloroesavalente nel Mella, spargete diossina nei campi di San Polo... ce ne sono un sacco di reati per i quali non perderete nemmeno un euro o un minuto della vostra vita dietro delle sbarre....
"Topo Gigio (Veltroni) è peggio di uno spyware, di un malware, è un virus insidiosissimo che trasforma tutto ciò che tocca in una Walterloo. Il suo incaricato del Pdmenoelle, in arte Franco "Ricardo" Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera, con alcuni ritocchi degni di Pol Pot, la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole. In sostanza: - ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale - ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate - ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) - ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa - ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche. Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa. La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.
Tutto questo cosa significa? Semplice, tutti quelli che hanno un blog come il mio non si iscriveranno MAI al ROC, non per negligenza ma per pura protesta contro l'ennesima legge di un regime dittatoriale! Quindi, o ci arrestano tutti (ricordiamo che nelle carceri italiane ci sono 54.605 detenuti contro 42.890 posti letto [fonte]) o... o non so che cazzo faranno! E.... secondo voi, un giudice potrebbe mai condannare un blogger per un reato del genere? e dopo quanto tempo? E quanti soldi verranno spesi per un simile idiozia? Soldi pubblici ovviamente!!!! E i più grandi portali che mettono a disposizione spazi gratuiti online, da FB a google passando per yahoo e MSN, che faranno nel frattempo? Staranno a guardare senza fare niente mentre perdono una fetta non irrilevante del loro mercato? L'ennesima boiata italiana. L'ennesima cazzata che quei delinquenti andranno ad approvare, mentre questo paese di mezze seghe sprofonda nella merda."
Dichiarazione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini Roma, 24 ottobre 2008
Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino. Un’università ed una scuo-la che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male.
E’ inaccettabile che: - l’università italiana produca meno laureati del Cile [Ric] Oltre a essere falso, è anche palesemente inverosimile. I laureati in Italia sono circa 301mila l’anno (2005, MIUR), in Cile sono 87mila (2006, min. dell’Istruzione cileno, dati consultabili via web). - abbiamo 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati [Ric] Potresti cominciare chiudendone qualcuna. Ti diamo un’idea: l’Ateneo e-Campus, Università telematica istituita con Decreto Ministeriale 30/1/2006 (governo Berlusconi bis, guarda caso). Per chi non lo sapesse, sono quelli del CEPU che si sono fatti la propria università (non stiamo scherzando). Oppure la Korè di Enna, l’università di Salvo Andò, che ha recentemente conferito la laurea “honoris causa” al ministro Alfano (neanche questo è uno scherzo). - ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente [Ric] Facci due esempi. Scommettiamo che non sei capace? A meno che non ti riferisca a corsi di laurea disattivati (tipo quelli del vecchio ordinamento), ai quali risulta ancora iscritto uno studente. Per quelli esistono i corsi mutuati. Nessuno tiene un corso di laurea in piedi, pagando venti e più professori, per un solo studente, anche perché la legge non lo consente: per tenere aperto un corso sono necessari dei “requisiti minimi”. Un ministro dovrebbe saperlo. - 327 facoltà non superino i 15 iscritti [Ric] Ancora: facci due esempi (che non siano finti, come quelli di sopra). E, se ne trovi qualcuna, chiudila. Tanto di guadagnato per tutti. E poi che scusa sarebbe questa per tagliare i fondi ad università con 50mila studenti, facoltà con 10mila, e corsi di laurea con più di cento? - negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano sta-ti 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro [Ric] È grossolanamente falso. Gli idonei, (e non promossi: non siamo, infatti, alle elementari) sono 26000. I concorsi per associato, per legge, hanno la doppia idoneità. Quindi, ogni posto bandito comporta due idonei. Uno si prende il posto, l’altro si tiene l’idoneità, che non comporta spese per nessuno. La spesa c’è se un idoneo viene chiamato in servizio da un’università, che per farlo deve avere del budget disponibile. Se è disponibile, vuol dire che c’è. Quindi non c’è nessuna spesa pazza da giustificare. E comunque, negli ultimi sette anni il numero di associati in servizio è cresciuto di 930 unità, non di 26000, né di 13232 (dati 2005, MIUR). Nello stesso periodo gli studenti sono cresciuti di 150mila unità. - ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni [Ric] La nostra università è stata annoverata tra quelle “prossime alla bancarotta”. È falso. I nostri bilanci sono in pari, basta leggerli. Andranno in rosso dal 2010, ma solo grazie ai vo-tri tagli. Grazie per averci chiamato “importanti”, comunque. Se siamo importanti, perché ci tagli i fondi? - si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l’università in maniera inaccettabile [Ric] Chiacchiere. Giusto per dare due numeri: dal 2002 al 2008, a Pisa, il numero di docenti è calato di 65 unità, e quello di tecnici amministrativi di 226 (dati del Rettorato). - non ci sia un’università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo [Ric] Giusto. Le classifiche in vigore premiano la produzione scientifica, non la produttività scientifica, cioè la quantità di lavoro prodotto per euro speso. Se lo facessero, saremmo primi, e di gran lunga. Dacci gli stessi finanziamenti, vedrai che ti facciamo fare un figurone. - ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà - Siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea - nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500 [Ric] Peccato che dal 2001 ad ora siamo passati dal vecchio ordinamento, con lauree quinquennali, al nuovo ordinamento, con lauree su due livelli. Il fatto che i corsi siano raddoppiati è pertanto abbastanza ovvio. Se sono più che raddoppiati è perché il senso del 3+2 è di allargare l’offerta specialistica mantenendo contenuta quella di base. - i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre. [Ric] Ancora chiacchiere. Il sistema dei crediti formativi prevede un numero di ore standard. E poi, se anche fosse, cosa dovremmo fare? Dare via lauree facendo studiare le persone un terzo di quello che studiano adesso? È questa la tua idea di università di qualità?
Caterina Guzzanti in arte: La Gelmini:
Ieri sera è tornata in onda anche la sorella (Sabina Guzzanti) godetevelo:
Qua le reazioni de Il Giornale... una rivistina per mentecatti che campa di sussidi pubblici per sparare stronzate
trovato il coglione del video precedente, ovviamente lui non centra nulla, tutto normale, tutto normale che la genta scenda in piazza con le spranghe. Normale.
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».
Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica:
spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.
E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».