domenica 27 luglio 2008

Bambini, Inceneritori e... TUMORI

"...Particelle sferiche di metalli pesanti da combustione..."

siete ancora convinti che non ci siano relzioni tra inceneritori e tumori?

leggete anche questa lettera

"Gentile Beppe Grillo,
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze."
Dott. Michelangiolo Bolognini Igenista - Pistoia
Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale - Padova
Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale - Firenze
Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo - Genova
Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo - Forlì
Dott. Giovanni Ghirga Pediatra - Civitavecchia
Dott. Stefano Gotti Chirurgo - Forlì
Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale - Parma
Dott. Ferdinando Laghi Ematologo - Castrovillari
Dott. Antonio Martella Oncologo - Tossicologo Napoli
Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo - Sassari
Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale - Piacenza
Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo - Forlì
Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì
Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro - Torino
Dott. Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio"
Fonte

Bolzaneto, G8 Genova 2001

Guardate il video qua sotto.

Io non condivido la filosia "No Global", ne quella pacifica ne tanto meno quella violenta! Non è quello il modo di protestare, è inutile e controproducente. Quindi ritengo che le persone che erano in piazza in quei giorni, avrebbero potuto benissimo starsene a casa.
Detto questo, la reazione della polizia dopo la morte di Giuliani (che non difendo assolutamente, piuttosto difendo il poliziotto che ha sparato) è stata assurda, inconcepibile in uno stato che si crede (perchè non lo siamo più) civile e democratico!
I poliziotti sono da incriminare tutti per violazione dei diritti umani. Questi sono criminali di guerra! Quelle espressioni "vi stupriamo come in Kosovo"... ma da dove cazzo le hanno tirate fuori? Ma dove cazzo siamo?
Come suggerisce la ragazza, non si deve chiedere vendetta, ma quei poliziotti non DEVONO più fare i poliziotti!
Ma non solo i poliziotti, anche i coglioni che non sono stati in grado di gestire la situazione. Fino alla morte di Giuliani, la polizia stava piano piano toccando il fondo: non riusciva a contenere i black block, attaccava i pacifisti e la situazione era totalmente fuori controllo. La morte di Giuliani è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Bisognava reagire! Bisognava infliggere un duro colpo ai manifestanti. Colpire un obiettivo simbolico per demoralizzare gli animi.
Le cose sappiamo come sono andate a finire: la scuola non ospitava black block, le armi "trovate" erano state portate dagli stessi poliziotti, violenze e torture, insulti e minacce contro persone inermi con le braccia alzate. Questi sono definiti in gergo CRIMINI DI GUERRA se fossero stati in guerra, o semplicente CRIMINI CONTRO L'UMANITA'
Le condanne ci sono state ma lievi.
Come sempre, in Italia, si riconosce il crimine ma non la pena. Se condanni un poliziotto che era stato al G8, non lo condanni sicuramente perchè ha rubato la bandierina della pace a un manifestante, lo condanni perchè ha rotto il bastone della bandiera sulla schieda del manifestante mentre questo se ne stava con le braccia alzate in segno di resa! E allora mi chiedo, se vado in un scuola e prendo a manganellate una tizia, le dico che la stupro, le spacco un piede e la obbligo a stare in piedi per ore, allora la mia pena è il pignoramente dello stipendio?
Senza parole.
come sempre, ennesima figura di merda di un paese di mafiosi mangia pizza.

PS: la ragazza del video non abita più in Italia
PPS: se volete farvi due idee sul G8, andate su youtube, prendete 2 video a caso e pensate

martedì 22 luglio 2008

Hanno raggiunto il limite. è fascismo

Spieghiamo l'Inno nazionale

Inno d'Italia:

"Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò."

Parafrasi:

ad essere "schiava" è la Vittoria (e NON l'Italia!!!), in quanto la Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata, perché la Vittoria è schiava di Roma che sarà appunto vincitrice.

ora potete mandare a fanculo Bossi e tutti i leghisti che ancora lo cagano e lo venerano.
ah, ma sei un leghista pure tu?
allora sarà più facile MANDARTI A FANCULO!

sabato 19 luglio 2008

Quanto è facile sputtanare un governo di pagliacci

Napoli pulita entro Luglio? certo certo
guardate qua sotto:




Il primo video è stato girato il 14 luglio, il secondo e il terzo il 16 e l'ultimo il 17. Il 18 luglio il Nanomafioso-sparamerda diceva che il problema rifiuti era stato risolto.

martedì 15 luglio 2008

l'ABI dietro il disastro dei rifiuti campani


La colpa del disastro dei rifiuti campani è dell'Associazione Bancaria Italiana. Questo emerge dal libro inchiesta di Paolo Rabitti "Ecoballe" (Ed. Aliberti). Precisamente, in una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra, Presidente dell’ ABI (Associazione bancaria italiana) all’allora commissario, nonché Presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli, riportata per intero da Rabitti nel suo libro.

In sostanza l’ABI, come riferisce nel filmato sopra l’Ing. Rabitti, intromettendosi nella Gara d’appalto europea per la gestione dei rifiuti del 1998, chiede alla Campania di non avviare la raccolta differenziata perchè è più importante raccogliere rifiuti per la costituzione delle ecoballe. Inoltre, se i cittadini campani non avessero conferito la quantità di rifiuti prefissata avrebbero dovuto pagare due volte: sia per smaltirli, sia per non smaltirli.

In questo modo la raccolta differenziata (cioè l'unica soluzione al problema rifiuti) non ha alcun motivo d'esistere ed è per questo che si è giunti alla situazione che conosciamo.

In pratica cosa è successo? Nel 1992 è proclamata la prima emergenza rifiuti e nel 1996 Antonio Rastrelli oltre ad essere Presidente della Regione Campania diviene Commissario ordinario prima e con poteri straordinari poi. Nel 1997 arriva con il Decreto Ronchi l’obiettivo della raccolta differenziata al 35% entro il 2000 e che prevedeva anche il conferimento dei restanti rifiuti a quegli impianti di trattamento atti alla separazione della frazione organica dalla frazione combustibile (CDR) che dovrà essere usata per produrre energia. Il tutto finanziato grazie al CIP6 ma a patto che non brucino più della metà dei rifiuti prodotti in Regione e con l’obbligo di smaltire il CDR in impianti esistenti senza attendere che siano costruiti inceneritori. Ma i decreti commissariali nr. 58 e nr.59 del 12 giugno 1998 ribaltano la situazione e approvano bando di gara e capitolato d’oneri per la costruzione di inceneritori.

La gara è chiusa nel 2000 e alla Presidenza della Regione c’è Antonio Bassolino.Vince la società FIBE che dovrà costruire sette impianti di produzione e stoccaggio di ecoballe, due inceneritori nelle quali bruciarle, gestire la raccolta differenziata e costruire nuove discariche. Ma chi è FIBE? Dietro questa sigla ci sono: Fisia, Impregilo, Babcock Envinronment GmbH, Evo Oberrhausen, che hanno come capofila Fisia controllata di Impregilo. In testa l’ex AD Pier Giorgio Romiti coadiuvato da Paolo Romiti, che nel 2005 vince l’appalto per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina (ma questa è un’altra storia). La FIBE ha come capofila Fisia, controllata del gruppo Impregilo e la società non consegna nei tempi previsti l’inceneritore di Acerra, il che la porta ad un procedimento penale tutt’ora in corso presso il Tribunale di Napoli. E Fibe cosa acquista nel 2002? La cava di Chiaiano dal legittimo proprietario, Giosuè Riccardi, residente ad Acerra.

Il resto della storia è nella cronaca degli ultimi due anni e la fanno Prodi e la sua ordinanza, il decreto di Silvio Berlusconi e l’accordo con la Lega, i militari a presidiare cave e inceneritore, la scelta della discarica di Chiaiano di proprietà della Impregilo, il Commissario straordinario prima e sottosegretario poi Guido Bertolaso, il sindaco di Acerra che denuncia Prodi, le proteste dei sindaci, la gente di Chiaiano, la gente di Acerra…

fonte

lunedì 14 luglio 2008

Conseguenze e prospettive della manovra economica del governo sull'università

il 3 luglio la Conferenza dei Rettori si è riunita e ha votato all'unanimità la mozione al Decreto legge 25 giugno 2008 n 112, scaricabile qui.

riporto alcuni stralci:

"Il perno della manovra, per quel che riguarda l’Università, è infatti costituito dalla riduzione
progressiva, su un arco quinquennale, del Fondo di finanziamento ordinario, collegata alla parallela
limitazione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato."

"In tal modo già nel 2009 il decremento effettivo rispetto al 2008 supererebbe ampiamente i 63,5 milioni
previsti, mentre il rapporto medio tra spese fisse per il personale e FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), attestato per il 2007 a 88,48 salirebbe rapidamente ben oltre il 90%, arrivando addirittura oltre il 100%."

"Al di là dei mezzi finanziari messi effettivamente a disposizione,
sembrava infatti un dato finalmente acquisito il riconoscimento della condizione di oggettivo
sottofinanziamento del sistema universitario italiano rispetto agli standard internazionali"

"La Manovra che abbiamo di fronte non solo non fa propria questa linea con riguardo al
prossimo anno finanziario, ma disegna un percorso pluriennale di segno diametralmente opposto, di
forte decremento del Fondo di finanziamento ordinario, con conseguenze rovinose per la gestione del
sistema e per ogni prospettiva di sviluppo"

"La prospettiva che emerge chiaramente dalla Manovra è infatti quella di un sostanziale,
progressivo e irreversibile disimpegno dello Stato dalle sue storiche responsabilità di finanziatore del
sistema universitario nazionale, con ripercussioni che non potranno peraltro non riguardare anche gli
Atenei non statali."

"Appare di particolare rilievo la presenza, nel decreto-legge in discussione, di un
articolo che prevede la possibilità per le Università pubbliche di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con l’evidente significato di prospettare una via alternativa, che non è peraltro percorribile, anche se si intendesse
farlo, partendo da condizioni di dissesto e in assenza di altre garanzie."

link al sito della CRUI

Bene, il VOSTRO governo ha partorito l'ennesima troiata.
Ribadisco il fatto che ODIO Silvio tanto quanto ODIO Walter e anche per Romano non ho una grande stima... ma avete voluto rimettere sul trono un mafioso del cazzo che vi ha abbindolato con le solite balle, le fragnacce più vecchie del mondo: meno tasse e più sicurezza per tutti.
E adesso come la mettiamo? Le tasse non caleranno per almeno 2 anni, il costo dell'energia aumenta ma le accise non si tolgono, si tagliano i fondi all'università e sono in vista tagli anche per la sanità. Quindi stesse tasse e meno servizi.... per lo meno, Romano ci tassava ma certi servizi ce li garantiva...
Nel frattempo si vogliono bloccare 100.000 processi, la riforma al sistema giuridico non si farà, i fondi alla giustizia verrnno ridotti del 40% e i rom sono diventati l'unica causa dei mali di questa italia di poverelli... esattamente come gli ebrei qualche decennio fa...

Spero con tutto il cuore nella disfatta di questo paese.
Voglio vedere questo paese sprofondare nella merda.
Cadere in un baratro senza fondo.
Solo allora, forse, vi renderete conto dell'immensa cazzata che avete combinato

nel frattempo, un sincero vaffanculo ai coglioni che hanno votato Silvio e ancora non si sono pentiti

sabato 12 luglio 2008

Dal vangelo secondo un leghista

Un leghista scrive una lettera a Grillo indirizzata a Bossi... cosa scrivevo qualche mesa fa, all'indomani della vittoria di Berlusconi?

"Gentile Beppe Grillo, le invio questa lettera aperta per Umberto Bossi, se lei la pubblica probabilmente Bossi la leggerà. Grazie in anticipo." Dante.

Umberto,
mi permetto di darti del tu, ti ho seguito dal 1987 da quando disegnavi le galline per i manifesti di Roma Ladrona, oggi sei scappato di casa, ma io comunque ti aspetto. La porta è aperta. Non ti voto più da quando sei andato con Berlusconi, quello che chiamavi il mafioso di Arcore e allora, se ricordi, tutta la base era d’accordo con te. Non so perché lo hai fatto, non credo per i soldi, per i miliardi che avrebbe usato per comprarti e non credo neanche che tu abbia avuto paura di minacce di morte per te e per la tua famiglia da parte della mafia. Sono cose che si dicono. Sono convinto che abbiano cercato di comprarti e di intimidirti, ma per me tu non sei uno in vendita e hai sempre avuto un certo coraggio.
Io credo che tu abbia abbandonato la Lega delle origini per motivi tattici, per arrivare più presto al federalismo e per questo hai fatto un patto con il diavolo, con chi rappresenta l’esatto contrario della Lega, l’uomo di Dell’Utri e di Licio Gelli, il figlio di Bettino Craxi, l’erede di quell’Andreotti che abbiamo mandato a fanculo nel prato di Pontida in quarantamila quando al vaffanculo Beppe Grillo non ci pensava ancora. Il vaffanculo lo ha inventato la Lega, lo hai inventato tu.
Io penso che Berlusconi, scusa il termine, abbia fottuto te e la Lega e abbia incassato solo lui. Gli hai regalato cinque anni di governo senza cavare un ragno dal buco. Mentre lui ha fatto le leggi per sé, la Lega non ha ottenuto niente, meno di zero. Adesso hai promesso che porterai a casa il federalismo fiscale, se lo otterrai avrai avuto ragione tu. Ma non te lo faranno fare. Non possono chiudere per fallimento il Centro Sud che vive delle tasse della produzione del Nord, ci sarebbe la rivoluzione in Sicilia, in Calabria, in Campania dove le uniche imprese importanti sono la Regione, le province e i comuni. Morirebbero di fame. Il federalismo fiscale avrebbe come conseguenze la rivoluzione e la secessione. Tu lo sai benissimo, e lo sanno anche loro.
Da quando sei con Berlusconi la base ha dovuto ingoiare dei rospi, ma in questa legislatura sono rospi giganti: i sussidi pubblici all’Alitalia, il Ponte di Messina, la spazzatura di Napoli portata al Nord. In tre mesi avete discusso solo di leggi per evitare i processi a Berlusconi, la sicurezza dei cittadini della campagna elettorale è stata sacrificata all’impunità di Berlusconi. I rom c’erano prima e ci sono adesso. I clandestini sbarcavano prima e ora pure. L’unica tassa che rimaneva ai comuni del Nord, l’ICI, è stata cancellata. Le imprese del Nord chiudono, la Lega lo sa bene, per la pressione fiscale, gli anticipi dell’IVA mai rimborsati, l’IRAP e per le mille rotture di balle della burocrazia italiana.
Le nostre aziende chiudono, Umberto, e tu passi il tempo a parare il culo a Berlusconi sperando nel federalismo. Una volta che Berlusconi avrà sistemato i suoi problemi giudiziari potrai scordarti il federalismo fiscale. Spero (lo spero veramente) di sbagliarmi, ma ti troverai con un pugno di mosche in mano e il movimento sfasciato. Se alzerai la voce, Berlusconi ti scaricherà e imbarcherà Veltroni o Casini o tutti e due. E tratterà te e la Lega sulle sue televisioni come oggi tratta Di Pietro.
Mi ricordo una volta nell’Oltrepò Pavese eravamo in trenta ad ascoltarti, parlasti per quelle poche persone per ben due ore. Ci spiegasti come la Chiesa intimidiva i liberi pensatori e come bruciava gli eretici. Sabina Guzzanti avrebbe preso appunti, al tuo posto rimane un’educanda. Non è mai troppo tardi per ritornare indietro da una strada sbagliata.” Dante

Fonte Blog di B.G.

Bossi, l'hai preso nel culo anche tu. La cosa drammatica è sapere che ti piace.

giovedì 10 luglio 2008

Ennesima lezione di stile di Marco Travaglio

Lettera aperta di Marco Travaglio al direttore de "l'Unità".

Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).

Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.

Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.

Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano “insulti”. Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che “a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto”, compreso il via libera al lodo Alfano che crea una “banda dei quattro” con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.

Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che io avrei “insultato” anche lui, e che “non è la prima volta”. Lo invito a rivedersi il mio intervento: nessun insulto, un paio di citazioni appena: per il resto la cronistoria puntuale dell’ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi - come dice Furio Colombo - “confonde il dialogo con i suoi monologhi”. Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. E’ la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.

Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l’altro giorno, sull’Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal Riformatorio financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la “m”). Ci voleva un quotidiano argentino, il “Clarin”, per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: “pompini”, naturalmente di Stato.

Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano “vergogna” non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una “paràbasi”, cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno. Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede. Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?

Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo sapevamo, e abbiamo deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltarci, non per usarci come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perchè la manifestazione spazza via le tentazioni di un’opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra “che vince”, Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: “Chi se ne frega del lodo Alfano”). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.

mercoledì 9 luglio 2008

Questo è il motivo per cui guardo i vecchi con sempre più disprezzo

la cosa più triste è stata sentire Colombo parlare... è vecchio poverino, non capisce più un cazzo. Dice che il nostro nemico è Berlusconi! povero, non hai capito proprio un cazzo!
Dice che dobbiamo difendere Napolitano, povero non hai capito proprio un cazzo!
Dice che si vabbè forse l'opposizione ha qualche colpa, povero non hai capito proprio un cazzo!
Non finisco nemmeno di ascoltare quello che dice, povero vecchio... torna a vivere quello che ti rimane della tua vita, io sono giovane e ho una vita da vivere.
E i VAFFANCULO li grido!
Li grido al capo dello stato che firma le leggi porcata del nano-magnaccia,
li grido al capo del governo indagato,
li grido al capo del senato amico dei mafiosi,
li grido al capo della camera che va sullo yatch con Tronchetti Provera,
li grido a chiunque indegnamente rappresenta me e il paese in cui vivo!
VAFFANCULO PEZZI DI MERDA
qua l'intervento di Colombo

8 Luglio 2008, Piazza Navona Roma

L'intervento di Flores D'Arcais qui
Marco Travaglio qui
Sabina Guzzanti qui e qui

8 Luglio 2008, Piazza Navona Roma - Beppe Grillo

Il testo:

"Italiani! Non siamo collegati per un incidente “tecnico”. Ero collegato fino a quattro, dieci minuti fa. Andava tutto bene. Poi, stranamente, manca il segnale. Allora, voi vi dovete immaginare. Io mi devo immaginare voi e voi dovete immaginare me. Non immaginatemi più grasso, cattivo, sudante e che spara parolacce. Ho fatto un corso “gandhiano” e la parola più schifosa che mi è uscita negli ultimi sei mesi è: “belin!”. Quindi, immaginatemi più snello, dimagrito e molto “per bene”. Non ho intenzione di offendere nessuno. Io voglio cercare di immaginare voi; il perché siete lì. Voi che siete quaranta, settantamila – la Questura dirà 2.500 – perché siete li? Siete lì anche per dimostrare la vostra esistenza, cari amici. Io forse ce l’ho più con voi che con gli psiconani, ballerini e affini. Io ce l’ho con questa grande, straordinaria presa per il culo, che da quindici anni fanno ai cittadini italiani. Una grandissima presa per il culo di questo governo finto e di questa opposizione finta. Ecco perché ci troviamo in questa situazione. Voi siete lì e io sono qua a parlare, non so a chi. Ormai c’è un delirio totale. Lo psiconano, Berlusconi, è andato in Giappone per il G8 e ha collezionato un’altra figura di merda, in nome e per conto del popolo italiano. Io con questa parola, “Popolo Italiano”, non mi ci identifico più, cari signori. E io vorrei – ho parlato anche col mio avvocato – che ogni volta che Berlusconi nomina il popolo italiano, faccia una postilla: “tranne la famiglia Grillo!”. Bene, ma non è neanche colpa dello psiconano. Lo psiconano è solo l’effetto. La causa è quella che ho detto prima. C’è stato un partito unico. Un partito unico per quindici anni. Hanno fatto finta. Prodi, Berlusconi, D’Alema, Berlusconi. È tutta una presa per il culo. Allora, cosa bisogna fare? Non lo so cosa bisogna fare. Questo è un governo, cari amici, che vive con marchette televisive. In qualsiasi popolo, in qualsiasi paese del mondo, totalitario o democratico, se un premier avesse telefonato per vendere della fica in leasing, come ha fatto il nostro premier, per corrompere dei senatori, per far cadere il governo, sarebbe arrestato per colpo di stato. Non è importante la fica, cari amici, è importante quello che vuole la gente. E lui dà quello che vuole la gente. Un certo tipo di gente. In nessuno Stato del mondo ci sarebbe un premier che ha corrotto col suo legale, Previti, un giudice per acquistare la più grande compagnia editoriale del Paese. Che Paese è diventato questo? Ecco perché ce l’ho.
Conflitto di interessi. Cazzo. La Sinistra e il conflitto di interessi. La prima cosa che doveva fare era la legge sul conflitto di interessi. Ma è un conflitto che riguarda anche i loro interessi. Ecco perché io sono così alterato. Ma è dir poco, alterato.
Sono andati oltre. Non so chi sia questo Veltroni-Topo Gigio. È il nuovo Mastella? Chi è? Chi è questo grande personaggio? Non è neanche un uomo. È un soggetto! Cos’è? È un avverbio! Che cos’è? Non riesco a capire neanche cosa siano i suoi discorsi. Mette un aggettivo e dei sostantivi. Lui non ha né cuore, né polmoni, né cervello. Ha solo dei sostantivi. Come i suoi discorsi. Ha fatto delle cose memorabili e sarà ricordato nella storia. In tre mesi. La prima cosa che ha fatto, da statista, è andare a parlare di istituzioni con lo psiconano: un prescritto iscritto alla P2, invece che con i suoi collaboratori e i suoi alleati. In tre mesi ha fatto cose straordinarie Topo Gigio-Veltroni. In tre mesi ha: sciolto il governo, perso il Comune di Roma e disintegrato tutti partiti di sinistra. È il più grande alleato della nanoparticella tossica che esista in natura. E allora, allora io voglio capire in che Paese siamo e perché siamo lì.
Perché siamo qui a parlarci? C’è stato solo un partito. Solo un partito in Italia: Forza DS. E questo ha sfasciato lo Stato. Allora, ci vorrebbe una persona chiara. Ci vorrebbe un curatore fallimentare, in Italia. Perché lo Stato è fallito!
Italiani! Lo Stato è fallito! Vi do due dati, così, a caso. Abbiamo uno dei debiti pubblici più grandi del mondo: 1.647 miliardi di euro. Ogni anno aumenta di 80 miliardi per gli interessi. Solo a Marzo abbiamo pagato 23 miliardi di interessi sul debito. Nel 2008 chiuderanno 300.000 aziende. 300.000. E le altre piccole aziende sono in mano alle banche con dei debiti che arrivano a 780 miliardi di euro. Non fallirà solo lo Stato. Falliranno le banche e ve ne accorgerete quando l'Esercito, invece dell'immondizia di Napoli, presiederà l'Unicredit e le banche vicine.
Allora che cosa dobbiamo fare? Io non lo so cosa dobbiamo fare.
Lì parlate di giustizia. Abbiamo avuto delle votazioni ignobili, completamente illegali, nessuno poteva dare il voto di preferenza. C'erano delle coalizioni di partiti improbabili. Avevano lo stesso piano industriale. Lo psiconano è il garante di un comitato d'affari, ve lo mettete in testa, che è la stessa cosa?

Parliamo di giustizia o di che cosa? Abbiamo 18 condannati in via definitiva in Parlamento. Cazzo, 18 condannati sono ancora lì e se Mangano, lo stalliere di Arcore, era un eroe questi 18 condannati in Parlamento sono i supereroi. Grandi supereroi con i super poteri. Sapete qual è il loro super potere? È il silenzio: non parleranno mai contro il loro padrone. Io che sono un comico devo incazzarmi e devo dire questo, devo dire che questo Paese non c'è più! Quale giustizia? Dov'eravate voi? Vi vorrei guardare in faccia DS e Margherita, dov'eravate quando hanno fatto l'indulto? Che differenza c'è tra le leggi di Berlusconi che ammazza 100 mila processi e l'indulto? Non c'è nessuna differenza.
Abbiamo tre Regioni in preda alla Mafia. Quando siamo andati all'Euro Parlamento a Strasburgo, De Magistris ha spiegato benissimo ai nostri parlamentari da 20 mila euro al mese. Ha spiegato che 8 miliardi di euro se li erano disintegrati tre Regioni. Solo la Calabria 5 miliardi in depuratori, la Campania in impianti per lo smaltimento rifiuti mai fatti. Che cosa sta succedendo a questo Paese? Non c'è più niente.
1.300 morti. Non sono morti, così, sul lavoro. Sono assassinati sul lavoro perché non investiamo nulla sulla sicurezza sul lavoro. Parlate con Renzo Piano. Preventivano le morti dei grandi lavori: nel Ponte sullo Stretto è stato statisticamente provato che in 10 anni potrebbero morire 23 persone, è già nella statistica. Andate a vedere quante persone muoiono in un cantiere in Giappone. Renzo Piano ha fatto un aeroporto in Giappone in 10 anni e non è morto nessuno. Nessuno è morto.
Invito un po’ a pensare ai cittadini, perché la politica è finita. I partiti si sono suicidati tutti e i cittadini si devono riprendere in mano la loro vita, con i loro risparmi, i loro soldi, la loro vita sentimentale familiare, la loro vita di consumatori e di azionisti. Riprendersela in mano. E invece cosa succede? La nano particella impazzita tossico nociva va in Giappone e dice che a Vicenza amplierà la base militare americana perché il suo amico menomato mentale Bush gli ha detto di ampliarla. C'è un referendum in atto a Vicenza: decideranno i cittadini se ampliarla o no e non un psiconano. Dove sono andati i cittadini? Esclusi da tutto.
Un altro ministro, che non so da dove è uscito, si chiama Zaia. È un organismo modificato geneticamente lui e parla degli OGM dicendo cose da fantascienza. Dice che dato che l'80% dei cittadini è contro gli OGM, “faremo una verifica e un controllo per fare una prova con gli OGM in Italia”. Ecco la prova che noi non contiamo più niente. Facciamo il referendum sulla la Legge Elettorale e prima facciamo le elezioni e poi il referendum. Portiamo un milione e mezzo di firme l'11 luglio a Roma e li butteranno nel cesso. Non ci siamo più come cittadini. Non c'è rimasto più niente.
Vi chiedo una cosa, per cortesia. Ritornate a cominciare a vedere di riprendervi la vostra vita. Cazzo, spostano giudici, spostano processi, spostano qualsiasi cosa. Fanno la banda dei quattro: la legge Schifo-Alfano. Le quattro più alte cariche dello Stato sono immuni da ogni tipo di giustizia. Potranno delinquere e non gli succederà nulla. Chi sono questi quattro? Abbiamo Schifani che, come dice Travaglio e i libri di Abbate, si vede chi era. Ha delle amicizie per lo meno dubbie di mafiosi post datati. Berlusconi, uno prescritto iscritto alla P2. Ma chi sono queste persone qua? Com'è potuto succedere?
Chi è Fini, la badante di Berlusconi? L'hanno fotografato sullo yacht di Tronchetti Provera.
Ora vai a vedere che sullo yacht di Tronchetti Provera c'è la terza carica dello Stato. Quando, nel momento in cui sale sulla barca, la Telecom manda sulla strada oltre 20 mila famiglie. È questa l'Italia che dobbiamo preparare ai nostri figli?
Che cosa sta succedendo? Questo è uno Stato fallito. La Telecom ne licenzierà 20 mila, l'Alitalia 8 mila, con Air France erano 2 mila. Poi gli altri, come la Fiat che a piacere licenzierà. Sono anni che dico che fanno insider trading, che truccano bilanci. È il trucco del bilancio, ormai.
Sono le falsificazioni che fanno normalmente. E allora dovremmo avere il coraggio di prendere un curatore fallimentare che ci dica: “Signori, è finita. Signori, il debito va congelato per 5, 6 anni. Signori, bisogna abolire le province, bisogna raggruppare i comuni sotto i 10.000 abitanti, bisogna snellire lo Stato. Bisogna rilanciare le piccole imprese, che pagano prima l’IVA, pagano prima le tasse dell’anno dopo, invece noi cosa facciamo? Impronte digitali ai Rom e allora nessuno vi ha mai detto perché abbiamo i Rom qui? Allora non ve l’ha detto la Bonino, non ve l’ha detto Frattini. Noi abbiamo fatto un bel baratto, cari signori. Abbiamo barattato 22.000 imprese italiane in Romania, finanziate con i nostri soldi, attraverso i fondi europei, dove ci sono i nostri soldi. Abbiamo finanziato 22.000 imprese là, contro i 220.000 rumeni qua. Uno scambio di flussi. La Confindustria non dice nulla, i sindacati non dicono nulla. Cazzo non dicono nulla!
Dovevamo fare una fare una manifestazione. Dovevamo fare una fare una manifestazione. Dovevamo fare una fare una manifestazione il 25 luglio. Era un “Gita su Roma”. Era una cosa goliardica con le biciclette, i monopattini, le carrozzelle. E fare un itinerario e passare davanti alle rovine, intese come le sedi dei nostri ex partiti. Le rovine. Con una guida che spiegava chi erano e cosa facevano. Da Azzurro Caltagirone, alla nanoparticella psicotica. Potevamo divertirci anche un po’. E allora la Questura, dato che hanno un accordo – non è un legge, è un accordo – la Questura di Roma ha un accordo con i sindacati e i partiti, per non far fare manifestazioni davanti alle sedi dei sindacati e alle sedi dei partiti. Che sono luoghi pubblici, finanziati dai cittadini italiani. E allora che cosa volete che vi dica io?
Dicono che offendo il Presidente della Repubblica. Io Morfeo non l’ho mai offeso. Sonnecchia. Firma delle cose. Questo patto della “Banda dei 4”. Ha firmato una cosa… Ve lo immaginate voi Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dalla giustizia italiana? Ma io non mi immagino neanche Ciampi, non riesco neanche a immaginarmi Scalfaro a fare una cosa così. E allora chi è questo uomo qua? Chi difende? È un primo cittadino o un uno che difende i partiti politici? Chi è? Quando c’era Chiaiano, la discarica: la Polizia contro le famiglie, a Napoli, la sua città. Lui dove festeggiava? Dove andava? È andata da una famiglia di Chiaiano a festeggiare qualcosa? Era a Capri a sentire della musica con due inquisiti: Bassolino e la moglie di Mastella.
E allora, che esempio ho io da questa gente? Quale esempio ho?
Non ne voglio più sapere di questa gente. Non ne voglio più sapere! E c’è una cosa che farà giustizia, cari amici. E non sarà più la politica, la destra, la sinistra, i comici, l’antipolitica, la demagogia. Farà giustizia l’economia. Il petrolio cambierà il mondo. Lo sta cambiando.
E questa gente non riesce a capire. E parla di nucleare. Oggi sul Corriere c’era un articolo sul nucleare, a favore del nucleare. Se raddoppiassimo tutte le centrali, avremmo il 15% dell’energia mondiale prodotta dal nucleare. Nucleare, che se non è sovvenzionato dalle tasse dei cittadini, non l’avrebbe fatto nessuno. Nucleare che è sicuro! E allora, se è sicuro, come mai non c’è nessuna compagnia di assicurazione che offre una assicurazione su una centrale nucleare? C’è il problema delle scorie. Non si sa dove metterle. L’uranio finirà tra cinquant’anni. Questa è gente che non sa. Oltre a essere disonesti culturalmente, sono meschini come persone. Non ne voglio più sapere.
Bene, il prossimo anno ci saranno le elezioni amministrative. Cominciamo dal basso. Io sosterrò tutte le liste civiche che vorranno occuparsi del loro Comune e della loro Regione. Io sarò in prima fila.
Mi dispiace per questa manifestazione che era una cosa pacifica. Abbiamo fatto 140.000 persone a Torino, non è successo nulla. Abbiamo messo 40.000 persone a Bologna. Un milione e mezzo in tutte le città italiane. Non è successo un incidente. Loro vogliono l’incidente. Avrebbero voluto che io la facessi lo stesso la manifestazione, il 25. Perché magari ci scappa il morto. La colpa è dell’antipolitica, del Grillo. Me li vedo già i titoli di domani, sui giornali.
Allora, voglio dire ai ragazzi che hanno preso biglietti, organizzato pullmann, di non buttarsi giù. Organizzeremo qualcosa. Nemmeno più in Italia. Andremo a Strasburgo, andremo a Brussel, se ci danno il permesso. Faremo dei pullmann e andremo a manifestare all’estero come è ridotto il nostro Paese.
Quindi, coraggio. E a tutti quelli che hanno causato questa disintegrazione del nostro Paese, tutti quelli che l’hanno fatto fallire, io do solo un consiglio: “Fatevi un passaporto, un gran bel passaporto, e andate tutti a ‘fanculo!”

sabato 5 luglio 2008

8 Luglio manifestazione contro le leggi puttanata di questo governo mafioso

8 LUGLIO 2008, ORE 18.00
DAVANTI AL TRIBUNALE DI BRESCIA
GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI


Poche volte ci è capitato di voler così sentitamente scendere in piazza per urlare la nostra voce, la nostra esasperazione, la rabbia che coviamo dentro.
Il prossimo martedì 8 luglio, ci riproveremo, questa volta al fianco del Comitato Antimafia "Peppino Impastato" di Brescia (sito) e del Circolo "Libertà e Giustizia" di Brescia (sito), richiamando a noi quanta più gente possibile.
Ci ritroveremo tutti davanti al Tribunale di Brescia, in via Moretto, alle ore 18, per unirci idealmente a tutte le persone che parteciperanno alla manifestazione nazionale di Roma. Porteremo con noi megafoni, cartelli, striscioni, persone, riflessioni, speranze, voglia di esserci, tutti, per sentirci vivi ed urlarlo in faccia a chi sta ammazzando il buon senso, l'etica, il rigore morale del nostro grande Paese.
Un uomo solo al comando e un'intera legione di sprezzanti seguaci promette di rivoluzionare il Paese rivoluzionando i processi, i suoi processi.
Chi riceve dal popolo il potere di governare, ha il dovere poi di farlo nei riguardi dell'intera collettività, e non di sè stesso.
Noi non ci stiamo, e rimanere inermi è la peggiore delle sconfitte. Quando la decenza scompare, è il momento di scendere in strada, muovere le gambe, il culo, pestare i piedi, urlare. Smettere di essere burattini. E respirare aria fresca, riempirsene i polmoni assieme a chi come noi condivide la storia, la cultura e la rispettabilità di questo Paese. Per l'Italia e gli italiani.

Manifesteremo contro una norma che sospende 100.000 processi, fra i quali truffa, stupro, detenzione di materiale pedopornografico, estorsione, frodi fiscali, traffico di rifiuti, reati contro la pubblica amministrazione. Contro una legge, quella sulle intercettazioni, che impedirà ai giornalisti di informare e ai cittadini di essere informati, oltre che alla magistratura di svolgere più efficacemente il proprio lavoro.
L'iniziativa è promossa dal Comitato Antimafia "Peppino Impastato" di Brescia, dal Circolo "Libertà e Giustizia" di Brescia e dal Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia". E' aperta a tutti coloro che intenderanno partecipare, e non prescinde da alcuna bandiera di partito, comunità o altro. Appartiene a tutti noi.

Tutti insieme. E come sempre, esserci è la cosa più importante.
Esserci è prendere fiato, urlare, lottare.
Per qualcosa di importante.
Giustizia.
Uguale per tutti.

La lettera di Umberto Eco indirizzata ai promotori della manifestazione dell'8 luglio a Roma, Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais e Pancho Pardi:

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco

Dimentica in giro il volantino dell'iniziativa: http://files.meetup.c...
Diffondi il link dell'iniziativa e mantieniti aggiornato: http://beppegrillo.me...
Confrontati con noi: http://beppegrillo.me...
Iscriviti all'iniziativa nel nostro calendario: http://beppegrillo.me...

Fonte meetup di Brescia

Napoli, Vedi Brescia Poi MUORI

Orgoglio a palla! guardate questo video, il signore che parla con la mascerina sulla testa è il mio capo!!!!!!!!!!

Caffaro - Italcementi - Ghedi - Inceneritore ... quanto è bella Brescia!!!

dal meetup di Brescia:

mercoledì 2 luglio 2008

Finalmente anche il CNR si è espresso.

La notizia era stata diffusa questa mattina da Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma: la cittadina lombarda avrebbe deciso di vendere il proprio impianto inceneritore, il più grande del mondo, alla Campania. “La proposta - ha spiegato Noviello durante un incontro a Napoli - era di cederlo per 25 milioni di euro, meno di quanto serve per completare quello di Acerra.” Tale proposta, secondo il ricercatore, si giustificherebbe col fatto che “quell’impianto sta inquinando l'intera Lombardia” che pertanto sarebbe desiderosa di disfarsene. “A Brescia – prosegue - non c'é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina”. Nonostante sia considerato uno dei più accreditati in quanto a funzionalità, infatti, l’inceneritore di Brescia, che è in grado di bruciare 750mila tonnellate di rifiuti l’anno, ha determinato un pesante impatto ambientale: “Brescia è il punto più inquinato del mondo, basta guardare il satellite – spiega ancora Noviello - Disastri ambientali lì sono stati documentati, dimostrati e accertati sotto tutti i punti di vista. Perfino la Commissione Europea è intervenuta. E' incredibile - conclude - che qualcuno proponga quell'inceneritore come modello." Anche il Cnr, dunque, unisce la propria voce al coro del “no” agli inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti, spiegando che “la soluzione individuata per mettere a regime la gestione dei rifiuti è una non-soluzione”, in quanto l'incenerimento “trasforma i rifiuti da solidi in aeriformi, ma restano tossici e nocivi”. In alternativa Noviello propone di fare ricorso alla “dissociazione molecolare, in grado arrivare quasi ad emissioni zero. O come la tecnologia al plasma, capace di rendere i rifiuti materiale totalmente inerte”. Si tratta di prospettive molto interessanti e valide, ma che purtroppo, almeno al momento, appaiono lontane anni luce dalle intenzioni delle istituzioni.

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